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Carpentieri, Alfonso

possessore

Dettagli

  • Personale/Collettivo: Personale
  • Codice: TE Timbri di enti laici e persone

Descrizione

Nota manoscritta (sulla pagina prima del frontespizio): Avv. Alfonso Carpentieri
Timbro in forma di monogramma (sul frontespizio): AC
Timbro blu in due righe: AVV. ALFONSO CARPENTIERI, AVELLINO
Timbro blu in tre righe: AVV. ALFONSO CARPENTIERI, AVELLINO, PIAZZA d’ARMI 2, Telef. 1202
Timbro rosso in quattro righe: AVVOCATO ALFONSO CARPENTIERI, AVELLINO, PIAZZA GARIBALDI
Timbro ad inchiostro blu in tre righe (sulla copertina): Alfonso Carpentieri, Direttore Corriere dell’Irpinia, Avellino
Timbro (sul frontespizio): Ex libris Alphonsi Carpentieri

Alfonso Carpentieri nacque ad Avellino il 18 febbraio 1876. Avvocato, brillante giornalista e appassionato scrittore, ha caratterizzato il Novecento irpino con i suoi articoli e scritti, collocandosi nella schiera dei più importanti intellettuali avellinesi.
In gioventù, avvicinandosi alla professione di giornalista, prima collaborò con “La Sentinella Irpina”, uno dei fogli provinciali più autorevoli, e poi fondò nel 1889 il quindicinale “Il Torneo”; fu corrispondente dell’“Irpinia”, “Avanti” e “L’amico del popolo”.
Si trasferì poi a Napoli per studiare giurisprudenza e continuò la sua attività di giornalista. Fortemente legato alle sue radici, dopo la laurea, tornò ad Avellino, dove visse fino alla sua morte avvenuta il 20 aprile del 1959.  In città, da subito assunse la direzione del giornale “Il Popolo Irpino”; collaborò poi con il “Corriere dell’Irpinia” e nel 1925 ne assunse la direzione in seguito alle dimissioni di Guido Dorso e della sua posizione antifascista.
Poco dopo, lo stesso Carpentieri, che sostituendo Dorso era stato cauto se non ambiguo nei confronti del regime, volendo mantenersi neutrale con l’intenzione di proteggere il giornale, come attesta il primo articolo da direttore, mise in evidenza il disagio, le terribili condizioni economiche della popolazione irpina e la mancanza di aiuti del governo dopo il terremoto del 1930, e fu costretto a sua volta alle dimissioni.
Al termine della guerra e del fascismo, tornò alla direzione di quel quotidiano, mettendo in evidenza con lungimiranza temi ancora oggi attuali come la mancanza di turismo, l’inerzia intellettuale e la necessità di valorizzare il territorio.
Fu poi nominato bibliotecario della biblioteca comunale di Avellino, nata con la donazione dello storico avellinese Giuseppe Zigarelli; quest’ultimo, oltre alla raccolta libraria, donò al capoluogo irpino anche il suo “museo domestico”, fatto di reperti di antichità locali sottratti all’incuria, alle spoliazioni e alla vendita clandestina. Entrambe le raccolte oggi sono confluite nel Museo e nella Biblioteca Provinciale di Avellino.
Autore di numerosi saggi che riguardano la storia e il costume di Avellino, con felici pagine dedicate a donne irpine importanti (Le Signore di Avellino) e al brigante Lorenzo de Feo, detto “Laurenziello”, senza dimenticare Le Novelle del Partenio, piccoli racconti di vita vissuta che hanno come fulcro il monte Partenio, dove sorge il santuario di Montevergine; ma è la “Juta”, con il suo folclore, ad interessare lo scrittore, come attestano anche tanti articoli comparsi sul Corriere dell’Irpinia nei primi del ‘900.
Firmò molti scritti satirici con lo pseudonimo di “Don Ramiro”, facendo parlare due personaggi inventati come “Carlucciello”, ovvero la statua di Carlo II d’Asburgo sul palazzo della Dogana di Avellino, e “Fabiuccio”, il personaggio togato avellinese di epoca romana, incastonato sulla facciata di fronte del palazzo De Vicariis, di via Umberto I.
Il Carpentieri si interessò poi alla venuta ad Avellino del bambino Victor Hugo e a lui dedicò il saggio omonimo pubblicato sulla rivista “Irpinia”, che aveva fondato assieme a Vincenzo Cannaviello nel 1929; e sempre al suo impegno si deve la targa posta sulla facciata di Palazzo de Conciliis, alle spalle del Duomo, per ricordare il soggiorno del romanziere francese in quell’edificio. L’amore verso Montevergine, manifestato tante volte nei suoi scritti, comparsi anche sulla rivista storica del monastero: Il Santuario di Montevergine, portò la sua famiglia a donare nel 1962 la sua raccolta libraria alla Biblioteca di Montevergine, oggi diventata Biblioteca Statale Annessa al Monumento Nazionale di Montevergine.

Archivio Storico di Montevergine

Carpentieri A., Criscuoli G., Victor Hugo, Atripalda (AV), Mephite, 2002
Corriere dell’Irpinia
Carpentieri A., La R. Scuola di ceramica di Avellino in <Il Santuario di Montevergine>, Anno 6, n. 12 (15 aprile 1926), pp. 180-182
Carpentieri A., Oropa e Montevergine, in <Il Santuario di Montevergine>, 12,  n. 8 (dicembre 1931), pp. 110-113
Carpentieri A., Le signore di Avellino, Avellino, Tipografia Pergola 1922
Imbimbo A., Alfonso Carpentieri: giornalista, scrittore e conferenziere, in «Economia Irpina», Anno 29, n. 1 (gen./mar. 1991), pp. 51-54
Massaro, A. (2014). Prefazione. In A. Carpentieri, Le novelle del Partenio (pp. 5-7). Il Papavero.
Morante, Giuseppe, Alfonso Carpentieri : intellettuale di Avellino, fine Ottocento-prima metà del Novecento, Manocalzati (AV), Il Papavero, 2018
Irpinia24, Avellino, commemorazione di Alfonso Carpentieri, < http://www.irpinia24.it/wp/blog/2019/04/18/avellino-commemorazione-di-alfonso-carpentieri/ > ultima consultazione: 17 marzo 2026
Biblioteca Statale di Montevergine (2015?), “Le novelle del Partenio”, di Alfonso Carpentieri (don Ramiro) < https://bibliotecastataledimontevergine.cultura.gov.it/notizia/le-novelle-del-partenio-di-alfonso-carpentieri-don-ramiro/ >, ultima consultazione: 17 marzo 2026

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